
“Era strano quando andavamo al pub.
Era ancora più strano quando stavamo in compagnia.
Non siamo mai usciti senza sentirci a disagio.
Non capisco perché mi volesse con lui, alla fine mi ha sempre trattato con freddo distacco.
Sembrava sempre in un mondo tutto suo, uno strano e insondabile globo in cui sprofondava frequentemente.
No, non lo vedo da qualche settimana. Tu ne hai notizie?”
Si erano sentiti per telefono qualche giorno prima che partissimo.
Ora che siamo per strada non parliamo, ci limitiamo ad ascoltare il motore, a guardare la dissolvenza lenta dei tessuti urbani ridotti a costellazioni di neon e alogene.